Un progetto di portata storica per la Cattedrale:
arte, liturgia e musica al servizio della comunità e della città di Venezia
Venezia, 10 febbraio 2026 – La Procuratoria di San Marco ha illustrato il progetto per
la realizzazione dei nuovi strumenti per la Cattedrale marciana: un intervento di grande
rilievo culturale, musicale e liturgico, concepito nel rispetto della storia secolare della
Basilica, delle sue peculiari e complesse esigenze liturgiche e della sua vita celebrativa
contemporanea.
È stato presentato oggi, nell’Auditorium di Sant’Apollonia a Venezia, il progetto che segna un momento di eccezionale importanza nel panorama musicale ed artistico italiano e internazionale. All’incontro con la stampa sono intervenuti:
● Sua Eccellenza mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia;
● Avv. Bruno Barel, Primo Procuratore di San Marco;
● Maestro Alvise Mason, Primo Organista della Basilica di San Marco;
● Philipp Klais e Francesco Zanin, organari delle ditte incaricate.
A conclusione della conferenza stampa, alla presenza delle autorità cittadine, degli
operatori dell’informazione e di rappresentanti del mondo culturale veneziano, è stato
ufficialmente siglato l’accordo tra la Procuratoria di San Marco e le ditte Johannes Klais
Orgelbau di Bonn e Francesco Zanin Organi di Codroipo (Udine), impegnate nella
costruzione dei nuovi strumenti.
Un progetto di ampio respiro storico e culturale
La costruzione dei nuovi organi a canne, per il Primo Procuratore avv. Bruno Barel, rappresenta “La musica sacra è patrimonio immateriale della Basilica di San Marco da secoli e la Procuratoria intende consolidare questa alta tradizione anche nei secoli a venire. Un nuovo organo è ponte fra passato e futuro, è voce della Basilica e messaggio di fede cristiana”.
La Basilica di San Marco è universalmente considerata la culla della musica policorale
occidentale, dove si sviluppò la storica prassi dei doppi organi e dei cori battenti. Nei
secoli, organi di grande valore hanno accompagnato le funzioni liturgiche e la roduzione
musicale sacra, generando capolavori che hanno segnato in modo indelebile la storia e
l’evoluzione della musica fino ai nostri giorni.
Nel corso del XX secolo, tuttavia, numerosi interventi tecnici e trasferimenti di strumenti
non sempre hanno valorizzato appieno il diversificato patrimonio organario della Basilica.
Oggi, con grande rispetto per la storia, si restituisce pienamente alla Basilica una
funzione vitale ed essenziale, per la liturgia e per la musica sacra, in un grande
progetto unitario, coerente e rispettoso del suo contesto storico e monumentale.
L’architettura sonora
Il progetto prevede la realizzazione di quattro sezioni strumentali, posizionate in punti strategici della Cattedrale per un’esperienza acustica a 360°:
● l’Organo Principale sulla cantoria in Cornu Evangelii;
● una sezione solistica nella cantoria in Cornu Epistulae;
● due ulteriori sezioni nei bracci del transetto.
Questa distribuzione consentirà una raffinata spazializzazione del suono capace di
avvolgere l’ascoltatore e di coinvolgerlo direttamente con registri dotati di caratteristiche timbriche e dinamiche differenti in ogni area della Basilica, in un dialogo sonoro continuo tra i diversi corpi d’organo. Una soluzione che riprende, in chiave contemporanea, l’intuizione dei grandi compositori veneziani del passato e che permette oggi un’esperienza sonora, perfettamente integrata nello spazio architettonico, in modo visivamente armonioso.
Il progetto garantisce inoltre il massimo rispetto del delicatissimo ambiente musivo
della Basilica, il cui manto ricopre integralmente volte e pareti: la collocazione e la
progettazione dei nuovi strumenti sono state studiate dalla Procuratoria per valorizzare la bellezza esistente, senza alterarla o esporla a rischi, in costante dialogo con la
Soprintendenza di Venezia, che sta seguendo l’intero percorso progettuale, offrendo una preziosa e costante collaborazione. A questo proposito sono già stati svolti alcuni test
acustici a cura del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’Università di
Udine.
Elemento centrale dell’intervento è anche la ricostruzione e il ripristino in maniera
indipendente di uno dei due organi storici di Gaetano Callido, la cui voce autentica
manca da oltre un secolo, con l’obiettivo di tornare alla storica prassi esecutiva “a due
organi” come avveniva per secoli nella Basilica. Tale pratica dei due cori – famosa per le
composizioni di Gabrieli, Monteverdi, Lotti e Galuppi – sopravvive ancora oggi grazie alla
Cappella Marciana diretta da Marco Gemmani, nonostante il sostegno di un solo organo.
Una visione condivisa
Il progetto fonico è del Maestro Alvise Mason che si avvale della collaborazione di una Commissione internazionale di altissimo profilo, composta da:
● Winfried Bönig, organista titolare della Cattedrale di Colonia;
● Jean-Baptiste Monnot, organista titolare della Cattedrale di Saint-Ouen a Rouen;
● Martin Baker, già organista titolare di Westminster Abbey e Master of Music alla
Westminster Cathedral;
● Michele Vannelli, Maestro di Cappella della Basilica di San Petronio a Bologna,
esempio emblematico di conservazione di due antichi organi e prassi a cori battenti.
Una commissione che accompagnerà il progetto in ogni sua fase, conferendogli
autorevolezza scientifica, musicale e liturgica di livello internazionale.
«Il nostro intento – ha sottolineato il Maestro Alvise Mason, Primo Organista della Basilica
e autore del progetto fonico – è consegnare e restituire ai fedeli e alla Basilica un suono che valorizzi il patrimonio musicale marciano e lo proietti in una nuova stagione. Uno strumento pensato prima di tutto per la vita liturgica quotidiana della Basilica al servizio della comunità: uno strumento di evangelizzazione, bellezza e coinvolgimento spirituale ma anche un dono alla Città di Venezia che consentirà l’esecuzione di un più ampio repertorio organistico».
Le ditte organarie coinvolte
La realizzazione dei nuovi organi è affidata a due eccellenze del panorama organario
mondiale, la cui collaborazione unisce competenze internazionali e tradizione organaria
italiana in un progetto unitario e condiviso:
● Johannes Klais Orgelbau di Bonn (Germania): fondata nel 1882, è una delle
aziende organarie più importanti al mondo, tuttora gestita dalla famiglia Klais alla
quarta generazione. Con una tradizione di oltre un secolo, ha progettato e costruito
strumenti di riferimento per cattedrali, basiliche e sale da concerto in ogni continente,
combinando qualità artigianale, ingegneria avanzata, innovazione tecnica e
massimo rispetto per il contesto storico-culturale degli edifici in cui opera.
● Francesco Zanin Organi di Codroipo (Udine): la bottega organaria più antica
d’Italia, attiva da quasi due secoli e giunta alla settima generazione, tramanda artigianalità e passione ininterrotte. Negli anni ha realizzato e restaurato numerosi strumenti di rilievo nazionale e internazionale, con un profondo e vivo legame con la
tradizione organaria italiana e veneziana.
Un progetto di questa complessità richiederà tempi adeguati alla qualità e alla preziosità del luogo: sarà un cantiere ingegneristico ed artigiano unico nel suo genere che non andrà ad interferire con la vita liturgica e culturale della Basilica.
Al termine della conferenza stampa e della firma dell’accordo, i presenti hanno potuto
ammirare le grandi tele, opera di Francesco Tacconi (1490) dell’antico organo
rinascimentale della Basilica recentemente restaurate ed esposte al primo piano
dell’Auditorium di Sant’Apollonia, testimonianza tangibile della lunga storia organaria
marciana.
Nel celebrare, nel prossimo 2028, i 1200 anni dell’arrivo a Venezia delle reliquie
dell’Evangelista Marco, questo progetto intende lasciare un segno concreto e duraturo
nella storia della Basilica: un organo nuovo in una città antica, capace di dialogare
quotidianamente con il proprio passato e di aprirsi con responsabilità e bellezza al futuro.
Un investimento culturale e spirituale per Venezia e per il mondo, nel segno di una
rinnovata armonia tra spazio sacro, musica e comunità.




