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Fin dalle origini di Venezia e della sua Repubblica, San Marco Evangelista,
è stato scelto come santo patrono, a fianco della Vergine.
Per capirne le ragioni è utile abbozzare gli inizi di Venezia e del patronato
di san Marco sulla città.
Nel periodo tra il 700 e l'840 circa, Venezia riesce a slegarsi completamente
da Bisanzio. Assume il ruolo di dominante dell'intera area intorno al
bacino settentrionale dell'Adriatico, confortata dall'appoggio, dopo il
greco Teodoro, del nuovo protettore "italiano" San Marco.
L'assunzione di San Marco come patrono di Venezia è un processo lungo
nel tempo, così come la formazione delle relative leggende.
Le reliquie del santo trafugate ad Alessandria, sono depositate nella
prima basilica nell'828. La collocazione del suo corpo nella nuova tomba
all'interno della nuova basilica a Venezia è un fatto fondamentale nella
costituzione della figura di San Marco come patrono. E' il possesso l'aspetto
più importante, perché coinvolge la cura, la protezione e la venerazione
del santo da parte dei possessori, i quali in compenso sperano di riceverne
la protezione. L'esposizione delle reliquie rende più efficace la partecipazione
al culto, ha uno scopo protettivo ed ha un positivo impatto psicologico
sulla cittadinanza che si sente sicura e protetta.
Con l'intercessione dei santi presso Dio, il popolo si rende forte contro
ogni male. San Marco protegge i Veneziani e per questo anche il loro Stato.
San Cristoforo, affrescato in una grande sala dentro il Palazzo Ducale,
protegge i marinai e il mare Adriatico. San Sebastiano, ucciso da arcieri,
e San Rocco, che soffriva di una piaga sulla coscia mentre assisteva i
malati, divengono protettori contro la peste. In certi luoghi, San Marco
è protettore dei cestai perché il suo corpo viene portato a Venezia in
un canestro!
L'intervento dei santi a favore degli uomini, specialmente quello dei
protettori prescelti, secondo la tradizione si manifesta con miracoli.
Per alcuni di questi abbiamo una data, come ad esempio per l'apparizione
del corpo di san Marco dalla colonna nel 1094.
Certi aspetti della figura di San Marco possono essere interpretati a
sostegno di un legame con Roma e l'Occidente anziché con l'Impero orientale.
San Pietro, di cui San Marco è discepolo e traduttore, non è romano di
nascita, ma lo è indubbiamente per il suo mandato principale, come primo
vescovo e fondatore della Chiesa di Roma. Inoltre Marco compone il suo
Vangelo a Roma. Di conseguenza, è abbastanza facile stabilire un legame
simbolico tra San Marco e la Chiesa romana.
La scelta di San Marco come protettore particolare comporta anche vantaggi
di grande valore diplomatico e politico che giovano alla Repubblica. Gli
apostoli sono dodici ma gli evangelisti solo quattro. Essere in possesso
dell'intero corpo di un santo che riveste entrambe le qualifiche è una
cosa veramente eccezionale sulla scena internazionale. La scelta di San
Marco come patrono, inoltre, permette di adoperare un simbolo statale
semplice ma di significato molto forte: il leone. In termini di propaganda
e di diplomazia, i simboli di stato acquistano grande valore.
Interessante anche considerare come il programma musivo di carattere teologico
e liturgico si focalizzi sulla tematica marciana. Nei riti della basilica
di San Marco certi particolari nazionali basati sulle tradizioni vengono
messi in risalto. L'insieme del programma musivo sta a manifestare la
centralità cattolica del luogo della tomba di San Marco. L'intero sistema
dei mosaici e delle iscrizioni offre un panorama didattico della teologia
e liturgia della Chiesa romana in forma completa.
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