| |
I rapporti di Venezia con l'Oriente sono da sempre assai stretti: le
rotte verso Est sono meta dei traffici veneziani per tutta la durata della
Repubblica.
Tra l'800 e il Mille Venezia intensifica e sviluppa i traffici e la navigazione
tocca porti sempre più lontani: questo prepara la fortuna di Venezia e
il controllo del mare verso Oriente, accrescendone potenza e autorità.
L'impero germanico al centro d'Europa, quello greco tra le coste dell'Asia
Minore e i Balcani e quello degli Arabi, costituiscono le tre grandi forze
del momento: tre imperi di diversa struttura; tutti e tre, però, animati
da una grande forza religiosa ed una saldezza di ideali che oltrepassano
quelli strettamente politici.
Nonostante la rivalità, l'impero tedesco e quello bizantino conservano
un comune ideale: la consapevolezza di essere gli eredi legittimi dell'impero
romano, i continuatori dell'impero d'Oriente e d'Occidente. Quando Venezia
nel IX secolo si presenta sulle vie del mare con la sua piccola forza
di Repubblica indipendente, dedita agli scambi mercantili, il problema
degli Arabi, (chiamati allora "saraceni") la sfiora appena.
La linea politica di fondo di Venezia si orienta verso Bisanzio, per una
insopprimibile attrattiva che sente verso il centro più attivo dei suoi
interessi economici, di arte, di fasto e di concezione teocratica di governo.
Nell'arte come in ogni altro aspetto della sua vita Venezia nasce bizantina:
e tale si mantiene essenzialmente per secoli. Relazioni politiche, rapporti
sociali e commerciali, la stessa ubicazione naturale del sito ed il carattere
del suo popolo, legano Venezia all'Oriente. Questo accade fin dai primi
secoli. Quando poi la sua costituzione diventa più forte e i commerci
più floridi, Venezia comincia ad arricchirsi di opere ed anche per quest'aspetto
viene influenzata dall'Oriente e da Bisanzio, come pure da tutte le terre
dove fiorisce l'arte bizantina (Ravenna, Grado, Parenzo). Dall'Oriente
vengono chiamati artisti capaci di riprodurre modelli, opere e mosaici
tipicamente bizantini.
Questo vincolo viene aiutato anche dalla mancanza di una forte tradizione
classica e dalla scarsità di rapporti con la civiltà italica della terraferma.
Venezia diviene il più tipico ambiente orientale in occidente.
Fino a tutto il 1300 e oltre, le ispirazioni a schemi e modelli dell'arte
orientale sono molto forti. Nei secoli successivi, col sopravvenire delle
altre correnti, l'influenza si fa via via più debole. Inizialmente è Bisanzio,
con l'arte raffinata e lussuosa della sua corte, con i suoi ori, smalti
e gemme a dare modelli e forme all'arte veneziana. Fra il XII e il XIV
secolo sarà invece la civiltà arabo-mussulmana ad offrire a Venezia nuove
fonti di ispirazioni e forme per le proprie creazioni.
|
|