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L'ideale delle Crociate trionfa tra la fine dell'Xl e gli inizi del
XII secolo. Nasce con molta probabilità a causa di gravi atti di intolleranza
religiosa subita dai pellegrini cristiani in Terrasanta.
Venezia entra in aiuto dei Crociati più tardi rispetto ad altre potenze
marinare, in particolare solo quando ne valuta con realismo gli effetti
nel piano politico ed economico.
Gli avvenimenti della Terra Santa preoccupano Venezia, anche per rivalità
con le altre Repubbliche marinare, che appoggiano l'azione dei Crociati,
soprattutto con Genova e Pisa. Il teatro delle operazioni, inoltre, vede
una reazione degli Stati europei all'espansione araba sempre più minacciosa
in terre cristiane. Oltre agli Arabi, un'altra potenza islamica tenta
la conquista dell'Occidente: i Turchi Selgiucidi, che alla fine dell'Xl
secolo si impadroniscono della Siria e della Palestina. Questo periodo
determina la posizione degli Stati cristiani nell'offensiva delle Crociate
e con il tempo costituisce la causa determinante della lotta secolare
di Venezia contro i Turchi.
Venezia raggiunge l'apice della sua gloria con la IV Crociata, di cui
è artefice e protagonista il Doge Enrico Dandolo (1192 -1205).
Alla fine del XII secolo le relazioni diplomatiche e politiche fra Costantinopoli
e Venezia sono apparentemente cordiali e Venezia continua ad usufruire
delle antiche concessioni commerciali in Oriente. Tuttavia Venezia non
ha ancora cancellato il ricordo del colpo inflitto nel 1171 a Costantinpoli
dall'imperatore Manuele che aveva fatto arrestare e trucidare diecimila
Veneziani. Quando se ne offre l'occasione, approfittando delle usurpazioni
scatenatesi in Oriente per la successione all'impero, alla morte dell'imperatore
Manuele Comneno, Venezia non rinuncia a vendicarsi. Sembra che, prima
ancora che le schiere dei Crociati si siano raccolte a Venezia nel 1202
per esser portate in Oriente in soccorso dei Cristiani contro il Sultano
d'Egitto, siano intercorsi accordi segreti fra i baroni condottieri dei
Cristiani e il Doge Enrico Dandolo, perchè la spedizione, anzichè verso
l'Egitto, si dirigesse prima verso Costantinopoli per rimetter sul trono
usurpato il giovane perseguitato Alessio che, se ridivenuto imperatore,
promette mezzi potenti all'impresa cristiana.
Nonostante le scomuniche di Papa Innocenzo III che vede il fallimento
della spedizione contro gli Infedeli, il nuovo piano viene accettato.
Nell'aprile del 1203 l'armata dei Crociati giunge a Costantinopoli, l'assale
e la conquista. Il giovane imperatore da loro rimesso sul trono viene
ucciso in un'insurrezione. I Crociati riconquistano la città una seconda
volta nel 1204 per proprio conto e, proclamando decaduto l'antico Impero
d'Oriente, si stabilisce su proposta del vecchio Dandolo che l'intero
territorio sia diviso fra i partecipanti, insieme con le ingenti ricchezze,
e in suo luogo venga instaurato il nuovo Impero latino di Costantinopoli,
dei cui possedimenti un quarto e mezzo passa in proprietà dei Veneziani.
Viene a formarsi così un grandioso impero coloniale, si costituisce una
catena quasi ininterrotta di porti e di scali fra la Dalmazia e Costantinopoli
e più oltre, verso le acque del Mar Nero. Viene conquistato un immenso
bottino di ricchezze, di ori, di marmi, di oggetti d'arte (tra cui i quattro
cavalli di San Marco) ed accresciuta enormemente la potenza sul mare.
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