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I grandi avvenimenti che segnavano la vita della città avvenivano in
Piazza: dalla primitiva concio degli uomini liberi, all'arengo dove già
il voto avveniva per delega, alla presentazione ufficiale del Doge dalla
loggia del Palazzo accompagnata dalla formula "questo xe el doxe, se ve
piaxe" (inciso poi abbandonato perché vuota formula di cortesia) fino
alla solenne investitura del Doge stesso che avveniva in San Marco. Uscito
sulla Piazza il Doge, in una portantina sorretta dagli arsenalotti, percorreva
la Piazza accompagnato dai familiari e gettando con essi monete d'oro
ai presenti che ovviamente si accapigliavano per prenderle. Poi il Doge
si recava in Palazzo Ducale dove avveniva il vero e proprio giuramento.
Dalla velocità dell'incedere della portantina dogale si valutava la generosità
o l'avarizia del Doge; il più munifico forse fu l'ultimo doge Ludovico
Manin, che fece coniare nella notte monete d'argento in grande quantità:
ciononostante non fu amato perché di nobiltà acquisita per cui il popolo
veneziano continuò a chiamarlo "el furlan". Seguendo un percorso circolare,
che lo conduceva alla sepoltura, anche il corte funebre del Doge morto
iniziava passando dalla Piazza e sostando a San Marco.
Un altro evento civile di grande importanza per la Repubblica era la nomina
del Generale da Mar. Mentre il comandante delle truppe di terra era uno
straniero, il comando, in caso di guerra navale, era sempre dato ad un
nobile veneziano: lo stocco del comando gli veniva solennemente consegnato
dal Doge in San Marco; seguiva l'uscita da San Marco e l'attraversamento
della Piazzetta, mentre gli archibugi schierati sparavano in aria al passaggio
del doge e del nuovo comandante che saliva a bordo della galea di comando,
contrassegnata da un triplice fanale a poppa.
Il mare e la navigazione erano stati l'origine della potenza della città
e Venezia non lo dimenticherà mai, festeggiando il suo annuale sposalizio
con il mare nella festa della Sensa. La cerimonia, che ricordava la conquista
della Dalmazia, avveniva con la partenza del Bucintoro dal Bacino, magnificata
in molti dipinti in cui la barca appariva sempre più preziosa e sfarzosa.
Giunto all'imboccatura del Lido, dal Bucintoro il Doge lasciava cadere
l'anello, simbolo dello sposalizio della città con il mare. Ma la Sensa
era anche una grande festa popolare: per 15 giorni banche e chioschi d'ogni
tipo riempivano la Piazza, la Piazzetta, il Molo dando vita ad un mercato
che riguardava ogni genere di merci.
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