| |
I capitelli e i fusti di colonne che si trovano in basilica sono in
parte materiale di spoglio proveniente da Costantinopoli, o da aree di
influenza bizantina, soprattutto dal Mediterraneo orientale, e in parte
imitazioni o realizzazioni effettuate in età medievale per San Marco.
Gli spolia hanno avuto senza dubbio bisogno di ritocchi o adattamenti
per la loro sistemazione, mentre la maggior parte delle basi delle colonne
marciane è eseguita ex novo per la costruzione. Fusto e capitello di un'unica
colonna possono essere stati creati in tempi e luoghi diversi e provenire
anche da differenti contesti. Unendoli in funzione della formazione di
una nuova colonna, si viene così a creare qualcosa di totalmente nuovo.
I tratti essenziali relativi alla disposizione delle colonne nell'interno di
San Marco, prevalentemente dell'XI e del XII secolo, consistono in una
rigorosa simmetria e corrispondenza, quando il numero dei pezzi affini
lo consente.
Queste caratteristiche sono dominanti nel braccio ovest dove i fusti in
marmo sono distribuiti con simmetria, secondo le venature, ad andamento
verticale o orizzontale. Regolare e simmetrica è anche la distribuzione
dei capitelli nell'area presbiteriale della chiesa, mentre per le colonne
si è stati costretti, forse a causa delle notevoli dimensioni necessarie,
a disporre uno di fronte all'altro fusti di proconnesio di diversa venatura,
e poi un fusto di marmo di Dokimeion (pavonazzetto chiaro) di fronte a
uno di marmo proconnesio.
Nel coro, davanti ai pilastri, sono stati collocati in posizione frontale
due diverse coppie di capitelli, di modo che risulti la simmetria a sinistra
e a destra dell'asse e si ponga un accento particolare nell'abside, dove
sono situati i capitelli con decorazione più ricca, i soli presenti nella
chiesa dell'XI secolo. Questi capitelli, insieme a quelli delle absidi
laterali, appaiono subito come i più significativi, e tra questi quattro
posti su colonne di verde di Tessaglia, in primo luogo per la loro tipologia,
la stessa dei capitelli principali della chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli.
Anche i capitelli dell'abside laterale sud sono opere costantinopolitane
dell'XI secolo, mentre quelli dell'abside principale e di quella laterale
nord sono copie medievali dello stesso tipo: si possedevano, dunque, solo
due capitelli di spoglio e si è dovuta eseguire copia degli altri sei
per avere colonne uguali in tutte e tre le absidi. E' ipotizzabile che
i due capitelli di spoglio siano stati acquistati a Costantinopoli con
l'intenzione di collocarli a Venezia, in un punto privilegiato della basilica.
Si voleva forse disporre anche a Venezia di capitelli che nella decorazione
fossero simili a quelli della chiesa principale di Costantinopoli. Probabilmente
a quel tempo a Costantinopoli non è stato possibile trovare altri esemplari
oltre quei due e, pertanto, è stato necessario ricorrere a copie. I capitelli
imposta con volute dell'abside e quelli imposta ionici, alle pareti del
braccio ovest, hanno i loro prototipi nella chiesa giustinianea di Santa
Sofia.
Regolarità, alternanza degli elementi e simmetria prevalgono anche nel
nartece nord e in quello ovest. In quello nord, ai muri interni si è cercato
di collocare, uno accanto all'altro, solo fusti proconnesii con uguale
venatura verticale; per quanto riguarda i capitelli imposta ionici, tra
ciascuna delle due coppie di capitelli medievali ce n'è uno singolo del
VI secolo. Nel nartece ovest, quale nartece principale della chiesa, sono
stati accoppiati, addirittura più volte, capitelli imposta ionici del
VI secolo e collocati in fitta sequenza accanto a coppie di altri del
XII secolo, sempre su fusti simili in marmo proconnesio. Nel nartece ovest
le porte laterali con colonne in pavonazzetto, sono affiancate da capitelli
imposta particolarmente pregiati, con protomi di leone e aquile su globi
affrontate, collocati su fusti tardoantichi di breccia bianco-nera, un
marmo dell'Aquitania ma, come documentato, impiegato a Costantinopoli
in ambito imperiale quale pietra particolarmente preziosa. Nelle strombature
dei portali laterali sono state collocate anche colonne con capitelli
increspati. Queste colonne, libere, che non sostengono ne volte ne altro,
sono state erette in un secondo tempo, precisamente solo nella fase di
decorazione della facciata, nel XIII secolo. Queste colonne pregiate,
le cui parti potrebbero provenire dall'area del palazzo imperiale costantinopolitano,
hanno lo scopo di infittire la fila delle colonne sulla parete del nartece
ovest, per analogia alla fitta sequenza di colonne della facciata occidentale
e, nello stesso tempo, ottenere un potenziamento rispetto all'esterno.
Senza queste colonne, le superfici dei muri tra le coppie di colonne sarebbero
apparse spoglie rispetto alla facciata. Il contrasto con la parete ovest
del nartece, completamente priva di colonne è così maggiormente sottolineato:
questo contrasto ha evidentemente origine nel proposito di dare rilevanza
alla parete interna della basilica, che per prima si offre alla vista
di chi entra, accentuata con l'aggiunta di altre colonne nel XIII secolo.
Entrando nel nartece si dischiude una scena di grandissima monumentalità,
basata sull'effetto determinato dalle colonne di breccia bianco-nera,
libere, senza funzione portante, dotate di pregiati capitelli.
|
|