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Sezione dedicata ai mosaici relativi alle storie di Maria |
| Nella basilica il tema mariano è preannunciato fin dalla sua decorazione esterna. Sulla facciata meridionale verso il molo, tra le arcate del coronamento, il mosaico della Madonna orante è oggetto di grande devozione popolare, testimoniata dalle due lampade accese di notte, fin da quando un mercante salvatosi dal naufragio mentre navigava da Chioggia a Venezia, esprime per primo la sua riconoscenza alla Vergine che aveva invocato: da allora viene considerata protettrice delle acque. La Vergine è però soprattutto legata alla fondazione della città di Venezia, che sì è voluta identificare nel giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo del 421. Le raffigurazioni esterne preparano alla visione dell'interno dove l'immagine della Vergine ricorre in numerosissimi rilievi, bassorilievi e statue. Alla Madonna sono dedicate anche due cappelle, quella dei Mascoli con lo splendido gruppo marmoreo sull'altare e i mosaici della volta, e quella della Nikopeia, la più venerata dai veneziani La vita della Vergine trova la sua degna celebrazione nei mosaici di
due cicli, in due oridini simmetrici, con un'ampiezza che non ha pari
in Occidente, nè in Oriente: sui lati occidentali del transetto di destra
e di sinistra. I mosaici si basano, piuttosto fedelmente, sui testi extracanonici
del protoevangelo di Giacomo e dello Pseudo-Matteo. Qui vengono rappresentate
le Storie di Maria dall'annuncio della sua nascita fino alla morte.
Ancora al centro del nartece troviamo, sopra la porta principale, la
Vergine con il bambino, assieme agli Apostoli e agli Evangelisti, che
invita ogni cristiano a varcare la soglia dell'edificio sacro.
La collocazione dei fatti della Vergine nel transetto sino alla sua Dormitio nel nartece non è rara nell'ambito bizantino. L'itinerario iconografico segue lo schema dell'anno liturgico bizantino che incomincia a settembre con la natività di Maria (nel transetto meridionale) per terminare ad agosto con la sua morte (nel nartece). |
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